Natura e libertà: Da Gary Snyder a John Muir

In questo periodo, di blocco delle attività, ho parlato spesso di come, questa situazione di difficoltà, possa diventare un’opportunità di cambiamento. Rimanere da soli, a casa, isolati dalla quotidianità sicuramente è stato difficile per molti di voi che leggete. Per diversi motivi e trascorsi di vita non siamo tutti capaci di reagire velocemente alle nuove situazioni.

Sicuramente leggere i libri che vi sto per proporre possono aiutarvi a creare in voi una maggiore consapevolezza della Natura e della società, per farvi un’idea di come i problemi che stiamo affrontando sono tutt’altro che attuali. Già autori come Henry David Thoreau si posero domande su come la società stesse diventando inconsapevole della vita sulla Terra.

Turtle island di Gary Snyder

Un libro considerato un classico della controcultura americana. Le parole di Snyder, in questo libro, risultano evocative, avvincenti e provocatorie. Turtle Island non è altro che il nome ribattezzato del suo paese, gli Stati Uniti, preso dai nativi americani, “Isola della Tartaruga”. Nel libro si legge di una visione anticonformista, pacifica, del continente Nord-americano. Cinquantotto poesie che portano avanti una visione comune: il ridiventare “nativi”, “praticanti del selvaggio” dei propri luoghi, fermando la continua predazione, da invasori, dei territori naturali.

Attraverso la poesia, Snyder ci mette davanti ad una realtà molto chiara, giorno dopo giorno, un contributo fondamentale per tutti coloro che vogliono seguire un modello di vita ecologico.

La Natura non è un posto da visitare. Essa è casa”

Nature di Ralph Waldo Emerson

Parlando sempre di ambiente, “Nature” di Ralph Waldo Emerson ci porta indietro di un secolo, anche se stiamo parlando sempre di un volume di saggi molto attuali.

Testo di riferimento del trascendentalismo americano, non raggiunse mai il suo apice e fama tra il pubblico. Il tema dei due saggi contenuti nel testo è l’uomo e la sua ricerca di Dio. La natura, secondo Emerson, è il mezzo con cui l’essere umano si avvicina alla spiritualità, attribuendone diverse qualità o caratteristiche, che una volta comprese, lo portano sempre più ad una vicinanza con il Creatore. La natura, una volta compresa nelle sue funzioni, non è più ostile, ma un elemento imprescindibile per l’uomo. Una versione naturista e mistica dell’esistenza, ancora oggi attuale.

Nature resta una pietra miliare che ha gettato le basi su cui si formeranno autori come Melville e Thoreau.

Per stare in solitudine l’uomo ha bisogno di ritirarsi tanto dalla sua camera quanto dalla società. Non vivo in solitudine finché leggo o scrivo anche se nessuno è con me. Ma se un uomo vuole essere solo che guardi alle stelle. I raggi che vengono da quei mondi celesti introdurranno una barriera tra lui e le cose volgari. “

Disobbedienza Civile di Henry David Thoreau

Se una pianta non può vivere secondo la propria natura, essa muore; e così un uomo. Non è desiderabile coltivare il rispetto per la legge tanto quanto quello per il giusto. Il solo obbligo che ho il diritto di assumermi è di fare sempre ciò che reputo giusto.

Non è “Walden: Vita nei boschi” il saggio più famoso di Thoreau, ma “Disobbedienza Civile” pubblicato la prima volta nel 1849 con il nome di “ Resistance to Civil Government” che troviamo all’interno di “Aesthetic Papers” un libro curato da Elizabeth Peabody.
Il saggio è una trascrizione di una lezione tenuta da Thoreau nel 1848 al Concord Lyceum. Solo dopo la morte dell’autore il saggio fu ristampato con il titolo “Civil Government” diventando famoso in tutto il mondo.

Accetto di tutto cuore l’affermazione, – “Il governo migliore è quello che governa meno”, e vorrei vederla messa in pratica più rapidamente e sistematicamente.

Questo saggio ha influenzato grandi personaggi del secolo scorso come Martin Luther King e Ghandi. Si tratta una delle pietre miliari del pensiero politico del ‘900. Thoreau senza mezzi termini invita il lettore alla disobbedienza civile, in un periodo storico americano vissuto dallo schiavismo e dalle guerre. Nello scritto l’autore spiega come lo Stato debba limitare al minimo le sue azioni sulla società. In un testo davvero attuale in questo periodo di Lockdown, Thoreau, senza arrivare alle posizioni anarchiche e utopiste, illustra uno Stato quasi invisibile, che può diventare migliore. Al governo propone quello della coscienza con forme di lotta che contemplano anche lo sciopero fiscale a costo di andare in prigione. “Posizioni senz’altro radicali e critiche nei confronti di una democrazia incompiuta.”. Lo Stato,si legge nel saggio, dovrà arrivare a trattare i cittadini nello stesso modo in cui si tratta un vicino di casa.
Un pensiero che ha ispirato e che mantiene intatta la forza del suo messaggio ancora oggi.

Mille miglia in cammino fino al Golfo del Messico di John Muir

Conosciamo John Muir (1838-1914) per “La mia estate nella Sierra” un’esploratore senza tempo, in cammino con un gregge di pecore per le montagne della Sierra.
Muir, precursore del moderno Christopher Johnson McCandless, noto come Alexander Supertramp e protagonista del libro “Into the Wild” di Jon Krakauer, è uno dei padri dell’idea di salvaguardia della natura. È anche grazie a lui se negli Stati Uniti prima, nel resto del mondo poi, sono nati i Parchi Nazionali. Far diventare Yosemite un parco protetto fu opera sua.

Fondatore del Sierra Club, la prima associazione ambientalista della storia, Muir organizzava campi tendati nella natura selvaggia.
All’età di 28 anni, si mise in cammino da Indianapolis, come racconta nel libro, per mille miglia, attraverso diversi stati americani, fino a raggiungere la Florida e poi il Golfo del Messico.
Si tratta di 1600km da leggere giorno dopo giorno in questo diario pubblicato recentemente in italiano a cura di Francesca Frulla.

Il viaggio di Muir fu davvero estremo per l’epoca. L’autore dormì all’aria aperta, con poco cibo, tra paludi e con la possibilità di incontrare banditi. In tutto il suo cammino Muir analizza il rapporto tra uomo e natura, la coscienza che l’uomo non è al centro del Mondo ma una parte dell’ambiente naturale. Muir in questo libro si svela il precursore di tutti coloro che dopo di lui hanno saputo diventare tutt’uno con la Natura.

Migliaia di persone stanche, coi nervi a pezzi e super civilizzate cominciano a credere che andare sulle montagne è andare a casa; che lo stato selvaggio è una necessità; che i parchi e le aree protette di montagna sono utili, non solo perché sorgenti di boschi e di fiumi ricchi di acqua ma perché sorgenti di vita”.



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Mirko Sotgiu

Mirko Sotgiu Fotografo professionista specializzato in ambienti montani. Fotografo, Filmmaker alpinista e giornalista, lavora con le maggiori testate di viaggio e montagna dal 1997 www.alpinfoto.it