Impressioni dall’Islanda: un’avventura attraverso i paesaggi glaciali e vulcanici più affascinanti del mondo

Un breve resoconto fotografico dei dieci giorni di viaggio fotografico in Islanda, esplorando le meraviglie naturali, dalle cascate ai vulcani passando per i ghiacciai e le interminabili pianure di sabbia. 

Era dal 2017 che non mettevo piede in Islanda. L’ultimo è stato un gruppo di 3 equipaggi in camper 4×4 in estate, poi i nostri viaggi si sono spostati a sud alla scoperta delle isole, come le Azzorre e Madeira.

Il fascino per le isole è rimasto, tanto che, grazie ad un’idea di Alessandro Gruzza, un collega fotografo con cui collaboro, abbiamo deciso di organizzare un nuovo viaggio in Islanda, questa volta a fine inverno.

Devo dire che in questi anni molto è cambiato nell’isola, prima di tutto l’accoglienza turistica. Molte destinazioni come Seljandafoss, Geysir, Gullfoss che già anni fa erano gettonate dai turisti, ora sono diventate un po’ come le Tre Cime di Lavaredo da noi.

Molte altre meraviglie naturali hanno mantenuto la loro caratteristica selvaggia, anche se alcune non sono più sconosciute come un tempo. Per esempio il canyon di Fjaðrárgljúfur o Vestrahorn prima vedevano solo la presenza di alcuni fotografi che cercavano nuovi scorci, oggi sono ben segnalati in molti siti e presi di mira da alcuni gruppi.

C’è da dire che molte destinazioni ancora sono sconosciute e solo frequentate dai locali e alcuni viaggiatori più curiosi. Questi luoghi sono ancora selvaggi e silenziosi ed è qui che abbiamo passato più tempo a camminare e fotografare. Ovviamente per ragioni di non racconto e divulgazione ed evitare il classico “effetto instagram” non indicherò qui quali siano le destinazioni e gli spot per fotografarli.

Non lo faccio per gelosia, in fondo la Terra è di tutti, ma per preservarli dal turismo di massa. Credo sia importante che qualsiasi viaggiatore questi luoghi se li guadagni in qualche modo, per esempio camminando o imparando a leggere le carte topografiche.

Credo sia importante redigere un patto, quello di non divulgare posizioni e vademecum su come raggiungere alcuni luoghi, per preservarli dal sovraffollamento. L’unico modo per salvarli è quello di non “taggarli” e non pubblicarli sui social.

Lo scopo del nostro viaggio, mio e di Alessandro, era quello di “respirare natura”, coglierne l’essenza, i colori, i suoni, gli odori e molto altro con tutti i nostri sensi, prima ancora di fotografare.
Spesso ci siamo fermati e abbiamo passato ore ad osservare il paesaggio che cambia, le nuvole e il forte vento.

L’Islanda è terra testimone di forti cambiamenti. Qui come molti altri luoghi a Nord e Sud della Terra si notano più facilmente i segni del cambiamento climatico.
L’ambiente delicato della tundra che lotta contro vulcani e ghiacciai qui è molto fragile e sensibile, anche solo il calpestio di un numero superiore di persone può arrecare gravi danni.

Nonostante ci siano più turisti (e meno viaggiatori) l’Islanda per quanto ho visto in questi giorni, passati a Sud dell’isola, mantiene sempre una buona fetta di territorio d’esplorazione, lontano dai tour classici.

Ovviamente nel nostro tour abbiamo visitato anche alcuni luoghi iconici, che non potevano mancare e qui vedete alcune foto. Però abbiamo visitato questi posti in orari differenti, quando si poteva, in modo silenzioso e solitario.

Non resta che attendere l’estate per tornare con un nuovo tour dal 20 al 30 agosto, questa volta molto fuori rotta e lontano dai soliti itinerari.