I film da vedere al 72° Trento Film Festival

Come consueto ecco alcuni film che ho potuto apprezzare e che vi segnalo da non perdere dal 72° Trento Film Festival. (2024)

 

SEGNALI DI VITA di Leandro Picarella un film che racconta parte della vita dell’astrofisico Paolo Calcidese che si trasferisce in un osservatorio astronomico della valle d’aosta, interrompendo le sue ricerche per dedicarsi ad un progetto su false concezioni scientifiche ed esplorando l’empatia umana.

 

TRAIL DER TRÄUME
Savas Coban, un giovane di origine turca da un sobborgo di Brema, sfida le aspettative familiari, diventando atleta estremo.
Corre 87 ultramaratone in 87 giorni attraverso il Perù, superando deserti, Ande innevate e foreste pluviali in un documentario che esplora il suo desiderio di riconoscimento e auto-realizzazione.

 

SADPARA un film di Gabriele Canu
Un viaggio attraverso il cuore delle montagne pakistane, percorso inseguendo le radici di un nome che si fa popolo. Esplorando il legame che lo unisce con le terre alte, emerge la quotidianità essenziale di una piccola comunità dal carattere limpido e forte, a cui fa da sfondo l’immensità del Karakoram

 

 

ÞETTA REDDAST di Valentin Rapp.
Saranno presenti in sala la regista, Tamara Lunger e Hansjörg Lunger, famosi alpinisti.
Seguendo il detto islandese che dà il titolo al film, e che significa «accogli ciò che non puoi controllare», Tamara Lunger ci accompagnerà in un viaggio a più dimensioni.

 

 

MARMOLADA MADRE ROCCIA.
Un documentario che segue quattro alpinisti mentre tentano di aprire una nuova via sulla parete sud della Marmolada. Matteo della Bordella, Maurizio Giordani, Massimo Faletti e la giovane Iris Bielli affrontano sfide personali e ambientali, evidenziando l’importanza della conservazione della natura e la sensibilizzazione al cambiamento climatico.

 

 

LA BETE INTIME
Un cortometraggio di 26 minuti che racconta una famiglia che vive a ridosso delle Alpi dedicandosi da generazioni alla caccia, ora divenuta sostenibile, secondo rituali rigidamente controllati.
Padre, figlio e adesso i nipoti, una ragazzina e un bambino per i quali la pratica è come un gioco, un’iniziazione. Tutto parte dall’equilibrio con la natura e dall’armonia anche familiare che ne deriva.