Fotografare se piove: L’esperienza fotografica in Brenta

Molte volte alle porte di un workshop fotografico mi sento dire: Non posso partecipare, piove, mi si bagna l’attrezzatura. Molti fotografi temono la pioggia come la polvere del deserto!
Sono dell’idea che se devo limitare la mia creatività sulla base dei “capricci” del meteo cosa ho comprato a fare una macchina fotografica?. È come se un muratore non uscisse di casa per paura di rovinare la betoniera (e posso dirvi che ci sono dei modelli che costano come le macchine fotografiche) oppure non porto fuori dal garage l’auto perché si sporca.
Gli strumenti che usiamo sono fatti per essere utilizzati (a meno che non siano pezzi da museo), si usurano, è normale. Quindi partendo da questo presupposto non bisogna limitare la propria creatività se le condizioni meteo sono avverse. Anzi proprio queste condizioni a volte sono le migliori per fotografare. Bisogna mettersi in gioco, ed è stato questo uno dei motivi per partecipare al mio workshop.

 

 

Nei limiti, ovviamente, di sicurezza ed evitare inutili pericoli, le condizioni migliori per fotografare l’acqua, quindi cascate, fiumi, forre, sgrottamenti, ma anche il sottobosco sono quando piove, ha appena piovuto o almeno è molto nuvoloso.

 

 

Così eccoci tornati per il quarto anno di fila in Val Rendena, lungo il sentiero della Forra e le Cascate di Vallesinella. Come ogni volta trovo nuovi angoli da fotografare, la mia ricerca non smette mai. Con me validi partecipanti che si sono messi in gioco, pure in pellicola, per realizzare scatti che raccontano il moto dell’acqua e la bellezza di quest’angolo di Dolomiti.

 

Non è facile muoversi in mezzo alla forra, ed è consigliato se non si è pratici ed esperti escursionisti con una ampia conoscenza dell’ambiente alpino (specie se piove) di evitare di uscire dai tracciati per fotografare (meglio affidarsi una guida, come lo scrivente per esempio).

Si gira parecchio alla ricerca un punto comodo, sicuro e sopratutto estetico.

Atmosfere scure, grigio-verdi, uniche e molto suggestive con il meteo che abbiamo trovato. Dopo mesi di siccità abbiamo anche avuto la fortuna di trovare il Sarca a regime. Si sa nelle regioni calcaree l’acqua scorre subito e non viene trattenuta dal terreno, quindi serve recarsi a fotografare l’acqua quando questa c’è poco dopo la pioggia.

 

Pensate che abbiamo girato ore in circa meno di un chilometro. Abbiamo trovato diversi scorci interessanti con luci diverse. Spesso mi sono divertito a cercare un leggero controluce sfruttando il bellissimo bosco di faggio.

 

 

Ci si vede il prossimo anno! Se vuoi conoscere le nuove date del Workshop disgelo nelle Dolomiti di Brenta segui il nostro sito!