Breve storia della fotografia

La storia della fotografia è un viaggio affascinante attraverso innovazioni e scoperte che hanno trasformato il modo in cui vediamo e conserviamo il mondo intorno a noi.

In questo breve articolo esploriamo i momenti salienti di questo viaggio, dall’alba della fotografia fino all’era digitale.

 

La fotografia, come la conosciamo oggi, ebbe inizio il 19 agosto 1839, quando fu presentata ufficialmente a Parigi. Tuttavia, le radici di questa rivoluzionaria forma di arte e documentazione risalgono a molti anni prima, con gli esperimenti di Joseph Nicéphore Niépce. Nel 1826, Niépce utilizzò una camera oscura per catturare “Vista dalla finestra a Le Gras”, la prima immagine permanente, segnando così l’inizio dell’era fotografica.

Niépce e Louis Daguerre lavorarono insieme per affinare questa nuova invenzione. Dopo la morte di Niépce, Daguerre continuò da solo, sviluppando la dagherrotipia, una tecnica che consentiva di fissare un’immagine su una piastra di rame argentata. Questo processo rappresentò un importante passo avanti, nonostante i suoi limiti, tra cui l’alto costo e i pericoli per la salute derivanti dall’uso di sostanze chimiche tossiche.

 

 

Boulevard du Temple, Parigi, 3. arrondissement, dagherrotipia

 

Contemporaneamente in Inghilterra, William Henry Fox Talbot sviluppava la calotipia, un processo che, diversamente dalla dagherrotipia, utilizzava la carta come supporto. Questo metodo contribuì a gettare le basi per la fotografia moderna basata su negativi e stampe.

L’evoluzione continuò con l’introduzione del collodio umido da Frederick Scott Archer nel 1851, che offriva tempi di esposizione più brevi e rendeva lo sviluppo fotografico più pratico e accessibile. Questa tecnologia fu in seguito superata dall’uso delle lastre di gelatina secca, che furono prodotte industrialmente a partire dal 1875, rendendo la fotografia disponibile a un pubblico più ampio.

 

 

La fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento videro ulteriori innovazioni, tra cui l’introduzione della fotografia a colori e la pellicola flessibile, che aprirono nuove possibilità espressive e creative. La fotografia a colori divenne accessibile al grande pubblico grazie a processi come l’Autochrome dei fratelli Lumière e la pellicola Kodachrome della Kodak.

 

 

Con l’avvento della fotografia digitale negli anni ’70, grazie agli sforzi di pionieri come Steven Sasson della Kodak, la fotografia subì un’ulteriore rivoluzione. La digitalizzazione ha trasformato il modo in cui le immagini vengono catturate, archiviate e condivise, portando alla diffusione di fotocamere digitali e smartphone dotati di fotocamere ad alta risoluzione.

Steven J. Sasson, l’ingegnere che inventò a prima camera digitale negli anni ‘70

 

Oggi, la fotografia è onnipresente, con miliardi di immagini scattate e condivise ogni anno. Dalle prime immagini fisse su lastre di metallo ai selfie digitali, la fotografia continua a essere uno strumento potente per la documentazione, l’espressione artistica e la comunicazione personale.
Negli ultimi abbiamo visto un’altra rivoluzione, ancor più popolare rispetto al dopoguerra con le prime reflex. Oggi tutti noi abbiamo in mano strumenti come gli smartphone che possono in ogni momento scattare una fotografia. Ma la vera rivoluzione è la velocità con cui un’immagine può essere condivisa, con il resto del mondo.

Sicuramente siamo all’inizio di una nuova era creativa e comunicativa.