Val Roseg – Il Bosco delle Cince

Ore 7 del mattino, Milano Lambrate punto di rendez-vous prima della partenza per il Bosco delle Cince. L’arrivo previsto è per le 10 circa, ci sarà il sole… neve e una temperatura piacevole ad attenderci.
Parcheggiata l’automobile ci inoltriamo per il sentiero che da Pontresina porta alla nostra destinazione, pochi chilometri di cammino, forse un paio, e siamo sul posto; il Bosco delle Cince ci stava aspettando.
Dopo un piccolo briefing introduttivo, ci si da subito da fare, si trova la giusta posizione per posare i cavalletti e quindi le macchine fotografiche con relativi tele-obbiettivi e soprattutto il posto giusto per fotografare le “prede” della giornata.

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Saranno le Cince le reginette delle nostre foto, avvistiamo in lontananza una paio di Luì, una Nocciolaia e un Picchio muratore, ma sono troppo lontani e diffidenti visto il gran passeggio che in questa bella giornata di sole c’è dentro il bosco. Oggi sperimenteremo insieme ai nostri compagni di viaggio modi e sistemi di illuminazione non standard alcuni completamente sperimentali e non pensati per la fotografia in natura figuriamoci i nostri amici pennuti. Siamo fermi in attesa che i primi volatili si facciano vivi ed ecco arrivare le Cince Bigie alpestri e giù con le raffiche delle nostre macchine fotografiche, che non impensierisco o disturbano minimamente il piccolo uccello che ormai è totalmente smaliziato alla presenza dell’uomo, non lo teme e anzi, quasi, ci gioca.
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Poco dopo fa capolino sul ramo di fronte a noi una bellissima Cincia dal ciuffo e nello stesso momento sentiamo l’inconfondibile picchiettare del Picchio Rosso maggiore alla nostra destra ma è troppo lontano e confuso tra i rami delle conifere del Bosco.

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La prima parte della giornata fa presto a concludersi, mangiamo un boccone, e si passa velocemente alle tecniche di illuminazione.  Superata una prima fase di assestamento dei partecipanti, non abituati alle tecniche di illuminazione avanzata, le foto iniziano a venir fuori con sempre maggiore scioltezza, riempiendo tutti di soddisfazione.

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Sono le 16 il freddo della montagna inizia a farsi sentire, un vento tagliente e gelido ci spinge a levare le tende, anche i piedi e le mani sono un pò bloccati per il freddo pungente. Poco dopo saremo alla macchina per fare ritorno a Milano, ma non senza aver preso prima una buona tazza di Thé caldo insieme ad una fetta di un’ottima torta Linzer.