Aveto: Il racconto del bosco

Il bosco visto dal di dentro è molto diverso dal bosco visto dal di fuori.
All’esterno ci sono i paesi, le case, le strade, carrozzabili o meno, i sentieri, le nuvole o il sole.

All’interno cambia tutto. La luce arriva smorzata; i colori, che in autunno offrono macchie rosseggianti, all’interno sono più uniformi: le foglie a terra sono masse rosso mattone, le foglie rimaste sui rami sono punti gialli o rossicci.

 

Non ci sono strade, ma sentieri aperti in mezzo al tappeto di foglie, talvolta tracciati da animali in movimento.

Se l’acqua non manca quasi mai, specialmente in autunno quando i torrenti e i ruscelli ingrossati dalle piogge formano cascatelle e piscine, l’occhio si abitua a cogliere i segni di un mondo complesso, vivo e sempre attivo.

 

Felci, funghi, muschi, licheni sono una presenza discreta, nel senso di silenziosa e non invadente, i tronchi e le foglie degli alberi assumono forme e colori intriganti.

 

 

La nebbia, spesso presente nei boschi a quote più elevate, avvolge tutto con una luce ovattata che quasi annulla le ombre. Allora gli alberi appaiono come fantasmi senza colore e la luce serale li illumina di blu.

 

 

Il bosco vive, ma come tutti gli essere viventi a un certo punto muore: di un albero non resta che la base del tronco.