Superescursione in Val Ferret

La pazienza è la virtù dei fotografi. Mai più vera è stata questa affermazione, ne abbiamo avuto conferma lo scorso weekend. Partiti sotto una stupenda nevicata, in Val Ferret, sotto grandi fiocchi e il cielo plumbeo, non ci siamo fatti prendere dallo sconforto. Le occasioni per camminare e fotografare si trovano sempre, bisogna avere pazienza, aspettare, un giorno, una notte, per poi trovarsi proprio li, nella giusta posizione per ammirare uno degli spettacoli più “massicci” delle Alpi.

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C’è sempre qualcosa da fotografare se abbiamo le idee chiare. C’è sempre qualcosa da raccontare, un’escursione è come la nostra vita. Quando camminiamo accadono attorno a noi delle cose, noi stessi siamo attori della scena. E’ impossibile che non ci sia nulla da riprendere e raccontare successivamente.

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Per esempio una nevicata è occasione per immagini diverse, lontane miglia dai soliti clichè, un ottimo esercizio. In una bella giornata è facile trovare un soggetto fotografico, ovunque andiamo e ci giriamo troveremo uno scorcio con la luce giusta, un paesaggio. Se nevica o se piove, tutto diventa più difficile per chi è alle prime armi. Occorre sforzarsi e trovare “nuovi” soggetti, cambiare impostazione del racconto.

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Un buon fotografo non è mai influenzato dalle condizioni meteorologiche. Semplicemente si adatta alle condizioni e trova il modo di raccontare attraverso le immagini la sua idea.

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Ecco che la giornata di sabato, totalmente immersa nelle nebbie e nuvole, diventa un’occasione per realizzare foto diverse di un luogo che frequento da più di dieci anni con i corsi e fin da bambino come escursionista.

Seguire le previsioni meteo ovviamente aiuta, sapere che il giorno dopo il tempo volgerà al meglio è una doppia occasione per evitare di restare chiusi in casa e con buon impegno iniziare la salita verso il rifugio sotto una nevicata.
Non c’è meglio che la variabilità atmosferica per realizzare immagini interessanti, occorre solo aver pazienza e godersi il caldo del rifugio mentre fuori imperversa il vento e la bufera.

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La nostra attesa è stata premiata. E’ bastato “semplicemente” alzarsi alle 4:50 del mattino, uscire dal rifugio e volgere lo sguardo all’insù.

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Avete mai assistito al tramonto della Lun? Io molte volte, ma non sono ancora abituato a tale bellezza. Il Monte Bianco, con la sua nuvoletta lenticolare illuminata dalla Luna è il più bel regalo che si può ricevere a 2000m ancora mezzi addormentati.

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Osservare poi un tramonto e alba nel giro di un’ora è ancora più affascinante. Calata la Luna ecco che il cielo comuncia a schiarire, è l’aurora del mattino che dipinge il cielo di blu e rosa.

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Le stelle una per volta scompaiono alla nostra vista, per far posto al sorgere del sole. Ogni giorno è una volta nuova, non c’è mai alba identica. Questa volta il sole ha fatto capolino tra le nuvole smorzando il classico colore accesso di questa stagione

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A sole ormai alto arriva il tempo della colazione, tre ore dopo la sveglia, il giusto premio per essersi alzati così presto.
Non ci basta, dobbiamo vedere di più. Sopra il rifugio si estende il vallone del Malatrà, conosciuto bene dagli scialpinisti e consueto luogo di “perdizione” per fotografi che non sono mai contenti.

malatra_DSC9523_webQuindi finiti i paesaggi è arrivata l’ora di divertirsi un po, come? facendo qualche salto nella neve.

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Tempo di saluti, aspettando il vostro foto-racconto, la vostra personale visione di questi due giorni magnifici sotto le creste del massiccio del Monte Bianco.
Inviateci il vostro racconto: www.trekkingfotografici.it/tell-us-i-vostri-racconti/