Sport, natura e macchina fotografica alle Pale di San Martino

di Alessandra Rollino

 

L’appuntamento è a Transacqua nel primo pomeriggio, località sita nella zona del Primiero, ai piedi delle Pale di San Martino, il più esteso gruppo delle Dolomiti. Il gruppo alloggia all’Hotel Sass Maor. Qui il briefing dà inizio al workshop, con la programmazione degli itinerari da percorrere durante il weekend. Si inizia a scattare sin dalla sera stessa, quando dalla sala dell’hotel si intravedono i picchi del Sass Maor dipinti dalla suggestiva luce del tramonto. Questa, che sfiora i 2800 m, è una delle vette più note non solo della sezione Dolomiti di Feltre-Pale di San Martino, in cui si colloca, ma dell’intero settore delle Alpi Sud-orientali. La sua fama è datata 1875, quando viene scalata e conquistata per la prima volta, diventando storia dell’alpinismo dolomitico.

 

 

Più tardi si raggiunge il Laghetto Welsperg, nella vicina Val Canali, per scattare in notturna il profilo delle Pale, avvolte da un cielo stellato particolarmente buio, quasi privo della Luna. Questo spot è anche la prima tappa del giorno successivo: la bassa nebbia delle prime ore della mattina invade completamente il lago, offrendo uno spettacolo visivamente e fotograficamente unico, coprendo lo specchio d’acqua e la natura intorno di una lieve velatura bianca.

 


Non appena la nebbia inizia a diradarsi è impossibile non sorprendersi per la meravigliosa immagine delle Pale innevate riflesse nel lago.Il trekking prosegue nell’alta Valle del Vanoi, al Lago di Calaita, un piccolo bacino di origine glaciale che, insieme alla sua annessa torbiera, è circondato da immense fitte abetaie.

Queste costeggiano tutto il percorso, incorniciando le bianche Pale di San Martino, fino ad una spettacolare apertura a picco sull’alto Primiero. In serata si raggiunge San Martino di Castrozza, da cui sono ben visibili le Pale al tramonto, mentre per le ultime luci del giorno, la cosiddetta “ora blu”, si scatta dal poco distante valico di Passo Rolle, che offre una magnifica vista sulle imponenti Pale da un lato e, allo stesso tempo, sulla sconfinata valle del Vanoi dall’altro. Tutto questo è parte della zona delle Pale del lato trentino, costituita da un vasto altopiano di cinquanta chilometri quadrati, interamente compreso nel Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino.

Questa spettacolare area dalle caratteristiche lunari è delimitata dalla disposizione delle vette a corona circolare; tra le più note Monte Mulaz (2906 m), Cima della Vezzana (3192 m), Cimon della Pala (3184 m), Pala di San Martino (2987 m), Cima della Fradusta (2900 m), Sass Maor (2812 m) e Cima della Madonna (2733 m). Con gli scarponi immersi nella neve fresca, al tenue rosso del crepuscolo, qui si chiude la prima giornata di trekking fotografico. Quando si fotografa non ci si ferma mai e le ore di sonno sono davvero poche. La sveglia domenica anticipa l’alba per catturare dalla Val Canali le prime luci del mattino sui picchi delle Pale.

Dopo questa breve tappa si raggiunge la Foresta di Paneveggio, dislocata nella parte superiore della Valle del Travignolo, tra la Val di Fiemme, la Valle del Primiero e quella del Vanoi. La foresta si estende su una superficie di 4379 ettari ed è caratterizzata dalla presenza, alle basse quote (dai 1450 m slm), del noto abete rosso, misto a larice e pino cembro solo alle quote superiori. L’abete rosso locale, grazie alla qualità delle sue fibre e all’elevata proprietà elastica, permette la costruzione di strumenti musicali ed il suo legno è detto di risonanza.

Da questo il nome della fitta macchia di abeti rossi plurisecolari all’interno della Foresta di Paneveggio, il celebre “Bosco dei Violini”. È qui che si immortalano alcuni scatti degli alti e snelli abeti e del Travignolo che vi scorre nel mezzo, il torrente che nasce dalle acque dell’omonimo ghiacciaio, alle pendici delle Pale. Il suo corso attraversa anche la Val Venegia, dove il gruppo arriva nel primo pomeriggio.

Dopo un breve percorso a piedi si giunge nell’immenso verde balcone della valle, che offre un altro scorcio mozzafiato sul Gruppo delle Pale, perfettamente incorniciato dalle quinte dei pendii boschivi che costeggiano la terrazza lungo tutta la sua estensione. Sempre all’interno del Parco Naturale di Paneveggio si raggiunge il Parco dei Cervi, un’ampia zona verde dedicata al pascolo e al ristoro di esemplari recuperati e qui ospitati.

 

L’ultima tappa della giornata in chiusura del workshop è al Passo Valles, valico alpino di confine tra le province di Trento e Belluno, sito a quota 2032m slm. Da qui è ben visibile l’imponente picco del Monte Mulaz; verso oriente spiccano anche le maestose pareti del Monte Civetta e del Pelmo.

Si chiude così la affascinante e dinamica esperienza di un weekend incentrato sul contatto con la natura di questo luogo, che viene osservato, contemplato, studiato e fotografato da più prospettive. Si gira intorno al Gruppo delle Pale, per immortalarlo da diverse altezze, a diverse ore del giorno con le rispettive luci. E non solo i grandiosi paesaggi sono oggetto di fotografia, ma la flora, immortalata anche nel dettaglio attraverso un obiettivo macro e la fauna che si incontra durante il percorso.

 

È un’avventura adatta a chiunque abbia la curiosità di esplorare, il desiderio di immergersi nella quiete di questo luogo e di ammirarne da vicino la rara bellezza.

Alessandra Rollino