Fotografare in tenda

Perché i fotografi portano tutto quel peso in montagna?

La gita che sto per raccontarvi si svolge al lago di Campo in Val Daone, una laterale delle Valli Giudicarie nel Parco Adamello Brenta. Questo itinerario è piuttosto facile, in meno di un’ora dal parcheggio della diga di Malga Bissina a passo normale, si raggiunge il bellissimo lago racchiuso in una conca scavata dal ghiacciaio.

Ora mi metto per un attimo nei panni di un frequentatore della montagna non troppo avvezzo alle lunghe camminate. Osservare il suo volto, quando ha incontrato il nostro gruppo scendere con degli zaini giganteschi e pieni di roba, mi ha fatto sentire un alieno. Sul suo viso c’era, da un lato lo stupore di chi sta pensando da dove arrivino questi che sembrano Rambo, dall’altro una volta visto che legato fuori c’era anche un treppiede, il volto cambiava aspetto come una sorta di messaggio di stima per la capacità di portare tutto quel peso per uno scopo.

In effetti ci vuole molta motivazione, prendere uno zaino e riempirlo di tutte le cose che servono non solo per la gita, ma anche per fotografare e pernottare lontano da rifugi e qualsiasi comodità della vita moderna (a partire dal caricabatterie per il telefono).

Quella motivazione l’ho sempre avuta e negli ultimo tre anni l’ho trovata anche in chi partecipa ai nostri trekking fotografici. Non avrei mai pensato che chi fotografa per diletto avesse voglia di sperimentare cosa c’è dietro una fotografia fino a questo punto. Invece eccoci qua, anche quest’anno abbiamo aperto la stagione dei tour fotografici proprio con un bel giro in tenda.

C’è molto di più che il semplice prendere e andare in un luogo. Quando ti prepari, anche psicologicamente, per affrontare una montagna in totale autonomia devi pensare a tutto. Non c’è un rifugio o un appoggio per comprare un qualcosa da mangiare, ne tantomeno per ricevere assistenza nel caso ci siamo dimenticati qualcosa di indispensabile.

La tua escursione cambia completamente connotato e le sensazioni che provi, prima nell’ansia del preparare correttamente lo zaino, poi nell’affrontare la salita sono completamente diverse, molto più intense.

Queste emozioni più intense, che proviamo su noi stessi, compresa la fatica maggiore, trascendono poi su come e cosa fotograferemo. Andare in tenda, non è una cosa da “fighi” ma uno stile, un modo di pensare la montagna e di viverla.

Pensate quante prospettive si aprono una volta abituati a muoverci in totale autonomia. La bellezza di svegliarsi al mattino e farsi un caffè sotto una parete importante, totalmente soli, perché alle 5 e mezza di mattino, quando sorge il sole in giugno, nessuno è ancora salito per i sentieri. Orientare la tenda proprio davanti il paesaggio che vogliamo fotografare per poi emozionarci appena arriva il tramonto e noi comodi ad osservarlo seduti dalla verandina.

In Val di Fumo l’esperienza “avventura” è stata ancora più intensa, sicuramente non accade tutti i giorni, di trovarsi da soli in mezzo alle montagne, dentro il nostro sacco a pelo, divisi dalla fredda notte dal sottile tessuto della tenda, mentre e arriva un forte temporale. Un’ora di forte pioggia e grandine ha colpito il nostro campo, che essendo ben posizionato e allestito non ha subito nessun danno. Però quei momenti sembravano non finire mai, con il dubbio che prima o poi l’acqua sarebbe entrata, sopratutto per il forte vento.

La mattina dopo, come delle specie di naufraghi, il sole è sorto e tutti ci siamo svegliati con il fresco lasciato dal temporale e un cielo blu acceso e una visibilità di centinaia di chilometri. Il lago di Campo era come olio, rispecchiava perfettamente la vetta del Re di Castello.

La nostra escursione non era finita, scesi da lago ci aspettava la stupenda Val di Fumo, che dopo una giornata come questa ci sembrava affollata come un luna-park. Lo spot fotografico più bello di questa valle è sicuramente la piccola cascata seguita dalle rapide non lontano dal Lago di Malga Bissina. A far da sfondo due altre montagne importanti della zona, il Care Alto e il Corno di Cavento. Sicuramente riproporremo questo fantastico tour.

RICORDATEVI CHE LA MONTAGNA E’ UN LUOGO CHE VA PROTETTO. DEL VOSTRO PASSAGGIO NON DEVONO RIMANERE CHE LE IMPRONTE.
Se vogliamo che si possa sempre pernottare in tenda, portiamo sempre i nostri rifiuti a valle, non sporchiamo e non montiamo il campo in ambienti sensibili dove c’è forte presenza di animali. Il bivacco alpinistico, ovvero montare le tende la sera per smontarle la mattina è consentito quasi ovunque nelle nostre montagne. Vi consiglio di leggere sempre i regolamenti comunali, dei parchi e le leggi regionali prima di affrontare un trekking in tenda.

Ci si vede a Braies e le Dolomiti di Fanes a metà luglio, sempre in tenda, questa volta per due notti e tre giorni.

Più info: Trekking Fotografico in tenda Braies